Le Azioni Rette
"Le azioni rette" (amal saliha) sono fra i concetti fondamentali del Corano. In arabo, il termine "rettitudine" ingloba la nozione di bene, salute e rettitudine. Il verbo "rettificare" (islah) derivato dalla stessa radice. Di conseguenza, in italiano, ogni tipo di di azione che induca beneficio, compiuta per il bene della religione, viene chiamata "azione retta". Nel Corano, d’altra parte, ogni atto o comportamento volto a ricercare il favore di Allah è "un’azione retta".
La salvezza di un individuo non si ottiene solo per mezzo della fede; anche le azioni rette, segno di una fede sincera, conducono alla salvezza dell’anima. Mentre dire semplicemente: "Io credo" senza adempiere ai comandamenti della religione, non è sufficiente a ottenere la salvezza. Nel Corano, Allah afferma:
Il modo in cui un credente compie delle azioni virtuose prova il suo ardore. I suoi atti sono un segno della sua perseveranza, della sua stabilità, della sua determinazione e della sua lealtà, in altre parole, della profondità della sua fede.
Allah descrive nel Corano i differenti tipi di azioni rette. Trasmettere il messaggio dell’Islam, lottare per la prosperità ed il benessere dei musulmani, sforzarsi a raggiungere una migliore comprensione del Corano, risolvere ogni tipo di problema personale o sociale dei musulmani, tutto ciò costituisce l’insieme delle azioni rette più importanti. I pilastri della religione, come l’attestazione di fede, l’orazione compiuta cinque volte al giorno, il digiuno, la zakat e il pellegrinaggio alla Mecca formano parte di tali azioni.
Vi è tuttavia un altro punto che merita di essere menzionato: ciò che rende un’azione ‘retta’ non è il risultato che ne consegue, ma l’intenzione. Dunque, affinché un atto possa essere considerato retto, deve essere compiuto unicamente per conseguire la soddisfazione di Allah. Ciò è il vero elemento che distingue un’azione retta dalla "carità" come concepita nelle società ignoranti. Un’azione retta è compiuta per ottenere l’approvazione di Allah mentre, in una società ignorante, la nozione di carità si basa sullo spirito di solidarietà sociale e sul desiderio personale di acquisire la reputazione di "benefattore".
I versetti che seguono spiegano il perché le azioni dei credenti non hanno nulla a che vedere con la carità:
Se un atto, pur conformandosi alla definizione di “rettitudine”, è compiuto con ostentazione e non per ottenere la soddisfazione di Allah, non può essere considerato come tale. Ciò semplicemente perché è stato compiuto per compiacere alle altre persone. Questo atteggiamento corrisponde, secondo il Corano, ad "associare altri ad Allah", il che costituisce un grave peccato. In Surat al-Ma’un, Allah spiega come un atto di adorazione compiuto per compiacere ad altri che Lui, perde il suo valore e diviene un atto ordinario.
Al-Tabari interpreta questo versetto come segue:
“Guai a quegli adoratori che sono incuranti delle loro orazioni. Coinvolti in altre occupazioni, talvolta abbandonano le orazioni e talvolta non pregano al tempo dovuto”.
In questa interpretazione, al-Tabari afferma che il versetto include inoltre due aspetti quando menziona coloro che “talvolta abbandonano le orazioni e talvolta non pregano al tempo dovuto” Al-Tabari riporta due hadith concernenti questo versetto:
Sa’d Abu Waqqaf disse: “Chiesi al Messaggero di Allah riguardo a coloro che sono incuranti delle loro orazioni.” Rispose: “Sono quelli che non compiono le orazioni al tempo dovuto”.
Abu Berze riporta: il Messaggero di Allah, quando il versetto: “sono incuranti delle loro orazioni” fu rivelato, disse: “Gloria ad Allah, l’orazione è migliore di tante benedizioni quante questo mondo. Una persona che è incurante della sua orazione è come colui che non si aspetta alcun bene dalla preghiera e che non teme il suo Signore per tale incuranza.” (Tafsir al-tabari, 9/238239)
Allo stesso modo, lo spendere, che costituisce un’azione retta alla presenza di Allah, come il pregare cinque volte al giorno, diviene un atto ordinario se viene compiuto al fine di dimostrare la propria generosità di fronte agli altri. Allah descrive la differenza fra il fatto di spendere per ottenere il Suo compiacimento e il prodigarsi per soddisfare i propri desideri:
In breve, ciò che fa di un atto un’azione virtuosa è l’intenzione. Se l’intenzione è retta, questa azione sarà ugualmente retta, indipendentemente dal risultato che ne consegue. Per esempio, un credente può sforzarsi molto per una certa causa con l’intenzione di compiacere ad Allah, senza che però tale sforzo abbia buon esito. L’esito, tuttavia, non è importante in quanto otterrà una ricompensa da parte di Allah. Ogni credente deve sapere che esiste una ragione in virtù della quale Allah non permette di raggiungere uno specifico fine: "Egli può sapere che voi amate una cosa, ancorché sia malvagia. È Allah che sa, mentre voi non sapete". (Surat al Baqara, 216) Solo Allah conosce se il fine anelata avrà un esito positivo per l’uomo.
Il risultato di ogni azione dipende sempre da Allah. Ogni impresa dovrà essere compiuta unicamente al fine di ottenere la Sua soddisfazione.
Come affermato sopra, l’intenzione è l’essenza di ogni azione retta. Ciò per il fatto che Allah è al di sopra di ogni bisogno. Non ha necessità di nessuno atto da parte dei Suoi servitori. Egli dice:
Il Nostro Signore può fare tutto ciò che vuole quando vuole. Non ha bisogno di azioni e di sforzi da parte dei credenti al fine di far prevalere la Sua religione:
In breve, se un uomo compie azioni rette, accresce il proprio beneficio personale. Le azioni rette sono certamente un mezzo per raggiungere la felicità eterna.
Chi assolve alle proprie preghiere, digiuna, spende per la causa di Allah o sostiene l’Islam, trae profitto dalle proprie azioni. È lui ad avere bisogno di buone azioni, per le quali ottiene il perdono e una grande ricompensa.
Per la stessa ragione, presso Allah, una buona azione non è accettata se non è animata da buona intenzione:
Quindi, compiendo un’azione retta, è di vitale importanza non trascurare il ricordo di Allah. A al fine, il credente dovrà implorare Allah affinché accetti le sue opere. L’invocazione dei Profeti Abramo ed Ismaele (che la pace sia su di loro) costituisce un eccellente esempio per tutti i credenti:
Le parole di Allah rivolte a Davide e al suo popolo mostrano parimenti il valore della preghiera e della riconoscenza nel momento di compiere un’azione retta:
Ciò costituisce sicuramente un tipo di servizio atto a rinsaldare la fede in Allah: l’affermazione "io credo" è rinforzata da questo servizio e ascende ad Allah. In Surat al-Fatir, Allah ordina:
Un credente devoto che per tutta la vita compie buone azioni, entrerà sicuramente nei giardini del Paradiso e otterrà sicuramente la migliore ricompensa nell’altra vita:
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